
A Lucignano, i fumetti nascono in chiesa. È questo, in sintesi, il messaggio del reel pubblicato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che durante una visita alla chiesa di San Francesco racconta come gli affreschi e i cartigli del ciclo francescano possano essere letti come veri e propri “fumetti ante litteram”.
Nel video, Giani gioca con una domanda che appartiene all’immaginario pop contemporaneo: «Chi ha inventato i fumetti? Qualcuno potrebbe dire Walt Disney, ma Walt Disney li ha copiati a Lucignano». Il riferimento è alla presenza dei cartigli accanto alle figure affrescate: bande di testo che riportano parole e frasi pronunciate dai personaggi, proprio come nei balloon dei comics moderni.
La chiesa di San Francesco custodisce uno dei cicli di affreschi più significativi del territorio, con scene dedicate alla vita del santo d’Assisi, realizzate a cavallo tra XIII e XIV secolo. In esse non troviamo solo immagini, ma anche scritte che “escono” dai personaggi: sono i cartigli, chiamati in ambito storico-artistico anche filatteri, che riportano brevi frasi o versetti e aiutano il fedele a comprendere la scena rappresentata.
Questo dispositivo visivo-testuale è alla base di molte forme di narrazione religiosa medievale, dalla Bibbia pauperum agli affreschi giotteschi, e viene spesso indicato dagli studiosi come uno degli antenati del fumetto moderno: immagini sequenziali, testo associato ai personaggi, lettura guidata di una storia attraverso riquadri e parole.
Il parallelo tra cartigli e fumetti non è solo una trovata comunicativa. Diverse mostre e studi dedicati a San Francesco “a fumetti” sottolineano proprio la continuità tra l’arte narrativa medievale e la nona arte contemporanea: dalle sequenze affrescate che raccontano la vita del santo alle tavole illustrate di autori come Gianni De Luca o Luca Salvagno, il meccanismo resta simile, cambia solo il supporto.
In questo senso, il reel di Giani si inserisce in un discorso più ampio: usare un linguaggio pop per far riscoprire un patrimonio storico-artistico spesso percepito come distante. I cartigli di Lucignano diventano così un ponte ideale tra il racconto religioso del Trecento e l’immaginario visivo dei social, dove la combinazione di immagini e parole è il codice dominante.