Aglione della Valdichiana verso il marchio IGP: approvato il disciplinare di produzione

Il 10 aprile, presso la Sala del Consiglio Comunale di Montepulciano, si è tenuta la Riunione di Pubblico Accertamento che segna la conclusione della fase nazionale per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP) destinata all’Aglione della Valdichiana. L'incontro ha riunito funzionari del Ministero dell'Agricoltura, amministratori locali, associazioni di categoria e la rete dei coltivatori.

L'iter ministeriale e le prossime tappe

Durante la seduta, i rappresentanti del Ministero hanno verificato la conformità della disciplina proposta al regolamento europeo (UE) n. 2024/1143. La lettura e l'approvazione del disciplinare di produzione, composto da 7 articoli, rappresentano il passaggio tecnico necessario prima della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Terminato il periodo utile per la presentazione di eventuali opposizioni, il dossier verrà inviato a Bruxelles per la valutazione comunitaria. Secondo le stime tecniche, mutuate da percorsi analoghi, l'esito europeo è atteso in circa un anno e mezzo: la tutela definitiva per il prodotto potrebbe quindi entrare in vigore entro la fine del 2027.

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La soddisfazione dei produttori

I lavori sono stati aperti da Pietro Rampi, presidente dell’Associazione dei Produttori e trasformatori di Aglione della Valdichiana, e da Ivano Capacci, presidente dell’Associazione per la Tutela e la Valorizzazione dell’Aglione. Rampi ha sottolineato la rilevanza del traguardo raggiunto e la forte partecipazione registrata, evidenziando il radicamento del progetto all'interno del comprensorio agricolo.

Un'area di produzione tra Toscana e Umbria

L'areale individuato dal disciplinare per la coltivazione dell'Aglione della Valdichiana IGP comprende un'ampia zona pianeggiante che ricalca l'antico "Lago di Val di Chiana" descritto da Leonardo da Vinci, lungo il bacino del fiume Clanis. Il territorio coinvolge due regioni e quattro province (Siena, Arezzo, Perugia e Terni), per un totale di 27 amministrazioni comunali: 17 in Toscana e 10 in Umbria.

Le istituzioni e i territori coinvolti

Alla riunione hanno preso parte 88 firmatari e numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Montepulciano Michele Angiolini e i delegati dei Comuni di Sinalunga, Lucignano, Foiano della Chiana, Civitella in Val di Chiana, Castiglion Fiorentino, Cortona e della Conferenza dei Sindaci di Perugia. Presente all'incontro anche la Consigliera Regionale della Toscana Roberta Casini, che aveva seguito le prime fasi di questo percorso di valorizzazione territoriale già durante il suo precedente mandato come sindaca di Lucignano.

Le caratteristiche dell'Aglione

Noto anche come "aglio del bacio" per la sua alta digeribilità, l'Aglione della Valdichiana si differenzia dall'aglio comune per le dimensioni significativamente maggiori degli spicchi. A livello organolettico, presenta un sapore più dolce e un aroma meno invasivo. Il marchio IGP avrà la funzione di tutelare queste specificità, garantendo ai consumatori che tutte le fasi di produzione avvengano esclusivamente all'interno dell'area geografica vocata e secondo i metodi storici certificati.

Castiglion Fibocchi celebra Elisa Carloni, prima sindaca toscana

Il Comune di Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo, ha commemorato l'ottantesimo anniversario dell'elezione di Elisa Carloni, avvenuta il 7 aprile 1946. La figura storica rappresenta la prima donna a ricoprire la carica di sindaco in Toscana e una delle prime tredici a livello nazionale, in concomitanza con le prime elezioni a suffragio universale in Italia.

L'evento commemorativo

La cerimonia, intitolata "Una storia iniziata da una donna", si è svolta l'8 aprile 2026 presso la Sala del Giglio. All'incontro ha preso parte il sindaco di Castiglion Fibocchi, Marco Ermini, insieme a una delegazione di rappresentanti istituzionali del territorio.

Tra i presenti figuravano Silvia Chiassai Martini (sindaca di Montevarchi), Andrea Rossi (delegato ANCI e sindaco di Loro Ciuffenna), Roberta Casini (consigliera regionale), Meri Stella Cornacchini (consigliera provinciale), Francesca Basanieri (presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana) e la vicesindaca Rachele Bruschi. La serata è stata supportata dalla proiezione di materiali d'archivio e contributi video d'epoca per ricostruire il contesto storico.

L'amministrazione nel dopoguerra

L'elezione di Elisa Carloni ha coinciso con la necessità di ricostruire il tessuto sociale e infrastrutturale del Paese dopo il secondo conflitto mondiale. Durante il suo mandato, l'amministrazione si è concentrata sul ripristino delle istituzioni locali e sulla creazione di nuovi spazi di aggregazione per la cittadinanza.

Tra gli interventi principali realizzati sotto la sua guida figura la costruzione e la valorizzazione del campo sportivo comunale. L'opera fu concepita con l'obiettivo di ricomporre le dinamiche comunitarie, superando la gestione della stretta emergenza post-bellica.

I riconoscimenti istituzionali

Negli ultimi anni, diverse istituzioni hanno tributato omaggi formali alla memoria di Elisa Carloni, inserendola nei percorsi dedicati alla storia civile del Paese. Le principali iniziative comprendono:

L'importanza della partecipazione

A margine dell'evento, l'amministrazione comunale ha sottolineato come la figura della prima sindaca toscana offra uno spunto di riflessione sui valori democratici contemporanei. I relatori hanno ribadito l'importanza della partecipazione civica e il valore del diritto di voto, evidenziando il rischio legato all'astensionismo odierno rispetto a una prerogativa conquistata storicamente nel 1946.

Nuovo parcheggio a Soci: la Regione finanzia l'area dell'ex Lanificio

La Giunta regionale toscana ha approvato lo schema di accordo per il finanziamento di un nuovo parcheggio pubblico a Soci, frazione del Comune di Bibbiena. L'infrastruttura sorgerà nell'area dell'ex Lanificio, l'azienda produttrice del Panno del Casentino che ha cessato le attività dopo un lungo periodo di contrazione delle commesse. L'operazione di recupero prevede un contributo regionale di 175.000 euro, stanziato sull'annualità 2026.

Il provvedimento è stato varato durante la seduta del 31 marzo a Palazzo del Pegaso. Regione e Comune lavoreranno nelle prossime settimane per definire i dettagli tecnici e procedere alla sottoscrizione formale dell'accordo istituzionale.

Un intervento per la riqualificazione urbana

L'infrastruttura nasce per migliorare l'accessibilità del centro abitato e gestire le necessità di sosta della frazione. La consigliera regionale Pd Roberta Casini inquadra il progetto come un passo necessario nel percorso di riqualificazione del tessuto urbano locale. Secondo Casini, l'opera avrà un impatto diretto sulla qualità della vita della comunità e sulle prospettive di sviluppo dell'intera area di Soci.

La consigliera evidenzia inoltre la volontà dell'ente regionale di affiancare le amministrazioni locali. L'obiettivo è sostenere interventi diffusi sul territorio per rafforzare i servizi a disposizione dei cittadini, rispondendo alle necessità specifiche delle diverse comunità. Casini ringrazia anche "l’assessore regionale Boni per l’attenzione al territorio e il sostegno della Regione a interventi come questo. Vogliono essere vicini alle amministrazioni e alle comunità, sostenendo interventi diffusi che rafforzino i servizi e le opportunità di sviluppo".

Le tempistiche dei cantieri

Il documento regionale stabilisce un cronoprogramma preciso per l'esecuzione degli interventi, richiedendo tempi rapidi per la messa a terra dei fondi. I lavori per la costruzione del parcheggio dovranno iniziare entro l'estate del 2026. La conclusione definitiva dei cantieri è fissata per il 31 dicembre dello stesso anno.

Anche l'assessore regionale alle infrastrutture, Filippo Boni, conferma che la nuova area di sosta si inserisce in una strategia strutturata per la valorizzazione del Comune di Bibbiena. L'assessorato ha ribadito l'impegno della Regione nel promuovere lo sviluppo territoriale, garantendo supporto anche ai centri abitati meno estesi ma centrali per la rete urbana toscana.

A Lucignano presentata la nuova associazione Rob’A Forte per la valorizzazione del territorio

Domenica 29 marzo la comunità di Lucignano ha accolto la nascita ufficiale di Rob’A Forte, una nuova associazione di promozione sociale dedicata alla tutela e alla scoperta del patrimonio locale. L'evento inaugurale, che ha visto la partecipazione attiva delle istituzioni locali e regionali, tra cui la consigliera regionale della Toscana Roberta Casini, ha offerto ai cittadini un percorso tra i luoghi più significativi del borgo.

Dalla presentazione al Teatro Rosini al tour delle Fortezze

Il pomeriggio si è aperto presso il Teatro Rosini con l'illustrazione degli obiettivi del progetto, per poi proseguire con una visita guidata conclusasi alla Fortezza Medicea. In questo spazio storico si è tenuto un momento di condivisione accompagnato da intrattenimento musicale e folkloristico.

L’associazione Rob’A Forte è nata dall'iniziativa di un gruppo eterogeneo di cittadini, uniti dal profondo legame con Lucignano. Lo scopo del direttivo e dei volontari è promuovere attività di intrattenimento e scoperta che possano valorizzare le risorse culturali, storiche e naturalistiche del territorio, rafforzando al contempo il tessuto sociale della comunità.

Il simbolo della Fortezza Medicea

Il fulcro simbolico e operativo del progetto è rappresentato dalle Fortezze cinquecentesche, situate a ridosso del centro storico. Questo complesso architettonico è stato recentemente recuperato dall'Amministrazione Comunale dopo un lungo periodo di incuria, restituendo alla collettività uno spazio dalle grandi potenzialità.

Emiliano Cafiero Bruscoli, presidente dell’associazione, ha spiegato come il gruppo si sia ispirato proprio a queste strutture: un'opera incompiuta che, nel tempo, ha saputo adattarsi alle diverse epoche storiche. Questa caratteristica rappresenta la volontà dell'associazione di guardare al futuro non con nostalgia, ma con la consapevolezza di dover arricchire e tramandare il patrimonio locale attraverso nuove iniziative.

Il supporto istituzionale e gli interventi

L'iniziativa si è svolta con il patrocinio ufficiale del Comune di Lucignano, a testimonianza della sinergia tra associazionismo e amministrazione pubblica.

Durante la fase di presentazione al Teatro Rosini, il dibattito ha coinvolto diverse figure istituzionali e culturali. Oltre all'intervento della consigliera regionale Roberta Casini, che ha portato il saluto e l'attenzione della Regione Toscana verso le iniziative di cittadinanza attiva, hanno preso la parola Juri Sicuranza, vice sindaco facente funzioni, Stefano Cresti, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Lucignano, e il professor Valeriano Spadini.

Lucignano e i fumetti ante litteram: dalle pareti della chiesa di San Francesco al web

A Lucignano, i fumetti nascono in chiesa. È questo, in sintesi, il messaggio del reel pubblicato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che durante una visita alla chiesa di San Francesco racconta come gli affreschi e i cartigli del ciclo francescano possano essere letti come veri e propri “fumetti ante litteram”.

Nel video, Giani gioca con una domanda che appartiene all’immaginario pop contemporaneo: «Chi ha inventato i fumetti? Qualcuno potrebbe dire Walt Disney, ma Walt Disney li ha copiati a Lucignano». Il riferimento è alla presenza dei cartigli accanto alle figure affrescate: bande di testo che riportano parole e frasi pronunciate dai personaggi, proprio come nei balloon dei comics moderni.

Lucignano, San Francesco e i “fumetti ante litteram”

La chiesa di San Francesco custodisce uno dei cicli di affreschi più significativi del territorio, con scene dedicate alla vita del santo d’Assisi, realizzate a cavallo tra XIII e XIV secolo. In esse non troviamo solo immagini, ma anche scritte che “escono” dai personaggi: sono i cartigli, chiamati in ambito storico-artistico anche filatteri, che riportano brevi frasi o versetti e aiutano il fedele a comprendere la scena rappresentata.

Questo dispositivo visivo-testuale è alla base di molte forme di narrazione religiosa medievale, dalla Bibbia pauperum agli affreschi giotteschi, e viene spesso indicato dagli studiosi come uno degli antenati del fumetto moderno: immagini sequenziali, testo associato ai personaggi, lettura guidata di una storia attraverso riquadri e parole.

Dall’arte sacra al fumetto contemporaneo

Il parallelo tra cartigli e fumetti non è solo una trovata comunicativa. Diverse mostre e studi dedicati a San Francesco “a fumetti” sottolineano proprio la continuità tra l’arte narrativa medievale e la nona arte contemporanea: dalle sequenze affrescate che raccontano la vita del santo alle tavole illustrate di autori come Gianni De Luca o Luca Salvagno, il meccanismo resta simile, cambia solo il supporto.

In questo senso, il reel di Giani si inserisce in un discorso più ampio: usare un linguaggio pop per far riscoprire un patrimonio storico-artistico spesso percepito come distante. I cartigli di Lucignano diventano così un ponte ideale tra il racconto religioso del Trecento e l’immaginario visivo dei social, dove la combinazione di immagini e parole è il codice dominante.

Potabilizzatore del Pianello: l'acqua di Montedoglio raggiunge Lucignano e Sinalunga

Il nuovo impianto di potabilizzazione in località Pianello rappresenta un traguardo importante per l'approvvigionamento idrico della Valdichiana senese. L'infrastruttura consente di portare l'acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio ai cittadini di Lucignano e Sinalunga, garantendo una risorsa idrica di qualità e in quantità adeguata per il fabbisogno del territorio.

Un'opera strategica per il territorio

Il completamento dell'opera segna la conclusione di un percorso progettuale complesso, che ha richiesto anni di lavori e la collaborazione tra diverse istituzioni e gestori del servizio idrico. L'impianto è stato realizzato da Nuove Acque, gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia di Arezzo e in parte della Provincia di Siena, con il coinvolgimento di Acquedotto del Fiora, della Regione Toscana e di altri enti territoriali.

Le caratteristiche tecniche dell'impianto

L'impianto di potabilizzazione del Pianello è stato dimensionato per garantire una portata di 45 litri di acqua al secondo, una capacità che assicura una fornitura stabile per i due comuni serviti. Le opere civili sono state completate e tutte le apparecchiature installate, consentendo l'entrata in funzione dell'infrastruttura nei tempi previsti.

L'acqua trattata proviene dall'invaso di Montedoglio e viene sottoposta a processi di potabilizzazione che ne garantiscono la conformità ai parametri organolettici, fisici, chimici e microbiologici previsti dalla normativa vigente. I sistemi di trattamento applicati consentono di rimuovere eventuali agenti inquinanti e di rendere l'acqua idonea al consumo umano attraverso fasi di purificazione e disinfezione.

Le condotte di adduzione verso i centri abitati

Dal potabilizzatore del Pianello si diramano due condotte principali che portano l'acqua trattata ai capoluoghi comunali. Per Lucignano è stata realizzata una condotta di circa 2,7 chilometri, per un investimento di circa 500.000 euro, che collega l'impianto al sollevamento Rosario e successivamente al centro abitato. Il tracciato è stato completato consentendo l'integrazione con la rete idrica esistente.

Per Sinalunga la condotta si estende per circa 4,5 chilometri, con un costo complessivo di circa 2,2 milioni di euro. L'opera è stata realizzata in più fasi: l'intervento risulta già completato nella parte bassa del comune, in via dei Procacci e lungo la Strada Provinciale 11/C fino alla località Casalta, mentre i lavori hanno successivamente interessato le strade del capoluogo, compresa via della Pietraia. La condotta consente di fornire acqua potabile anche ai centri di Guazzino e Bettolle, mettendo in sicurezza l'approvvigionamento idrico anche nei periodi di siccità estiva.

Il progetto delle sinergie istituzionali

L'opera è stata definita come il "potabilizzatore delle sinergie" per la capacità di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella sua realizzazione. Il progetto ha visto la collaborazione tra i Comuni di Lucignano e Sinalunga, Nuove Acque come gestore principale del servizio idrico, Acquedotto del Fiora, la Regione Toscana e il Ministero, oltre ad altri enti tecnici e amministrativi del territorio.

Questa collaborazione ha permesso di superare le criticità tecniche e organizzative legate alla realizzazione di un'infrastruttura così complessa, che richiede il coordinamento di più reti idriche, impianti di sollevamento e sistemi di distribuzione. Il costo complessivo dell'intervento, comprensivo dell'impianto di potabilizzazione e delle condotte di adduzione, si è attestato intorno ai 3 milioni di euro.

L'impatto sulla sicurezza idrica locale

L'entrata in funzione del potabilizzatore del Pianello rappresenta un elemento di sicurezza per l'approvvigionamento idrico dell'area. L'utilizzo dell'acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio consente di ridurre la dipendenza dalle fonti locali, spesso sottoposte a stress idrico nei mesi estivi, garantendo una maggiore resilienza del sistema di distribuzione.

L'infrastruttura migliora l'efficienza complessiva della rete idrica dei due comuni, assicurando una risorsa stabile sia per le utenze domestiche che per le attività produttive del territorio. L'opera contribuisce inoltre alla modernizzazione del sistema idrico integrato dell'ATO 4 Alto Valdarno, potenziando la capacità di risposta ai fabbisogni idrici del territorio

La gestione integrata del servizio idrico

Il potabilizzatore del Pianello si inserisce nel più ampio sistema di gestione del Servizio Idrico Integrato della Toscana, che vede la collaborazione tra diversi gestori territoriali. Nuove Acque opera nella Provincia di Arezzo e parte della Provincia di Siena, mentre Acquedotto del Fiora gestisce il servizio in 55 comuni delle province di Grosseto e Siena, corrispondenti all'ATO 6 "Ombrone".

Entrambi i gestori si occupano dell'insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, oltre che di fognatura e depurazione delle acque reflue. La collaborazione tra i due enti ha reso possibile l'integrazione delle reti idriche e il coordinamento tecnico necessario per la realizzazione dell'impianto del Pianello.

Acquedotto del Fiora attinge principalmente dalle sorgenti del Monte Amiata, che coprono circa il 55% del fabbisogno idrico del territorio servito, mentre la restante risorsa proviene da sorgenti locali, campi pozzi, invasi artificiali e altre fonti. Gli impianti di potabilizzazione gestiti da Acquedotto del Fiora sono 43 e producono mediamente oltre 8 milioni di metri cubi di acqua trattata all'anno.

I controlli sulla qualità dell'acqua

La qualità dell'acqua erogata dall'impianto di potabilizzazione del Pianello è garantita da un sistema di controlli articolato su più livelli. I controlli chimici, chimico-fisici e microbiologici vengono effettuati sia dal gestore del servizio idrico integrato, sia dalle AUSL di riferimento territoriale.

Le verifiche interessano tutti i comparti della filiera idropotabile: dalle fonti di approvvigionamento agli impianti di potabilizzazione, dai serbatoi ai punti di distribuzione sul territorio. L'intensità dei controlli aumenta in relazione alla portata e alla complessità dei trattamenti richiesti. Oltre ai controlli normativi obbligatori, Nuove Acque e Acquedotto del Fiora effettuano verifiche gestionali interne sull'efficacia dei trattamenti di potabilizzazione e sul mantenimento della qualità nelle reti di distribuzione.

Castelnuovo d’Avane, il borgo storico di Cavriglia verso la rinascita con i fondi PNRR

Cavriglia (Arezzo), 17 gennaio 2026 – A Castelnuovo d’Avane, frazione storica del Comune di Cavriglia, prosegue il percorso di rigenerazione urbana e culturale finanziato con 20 milioni di euro dal Ministero della Cultura nell’ambito della misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea A”.

Il progetto, selezionato dalla Regione Toscana tra decine di candidature, mira a recuperare il borgo oggi privo di residenti, intervenendo sul patrimonio edilizio, sugli spazi pubblici e sui servizi, con l’obiettivo di restituire al paese una funzione stabile all’interno del territorio del Valdarno.

La presentazione dei lavori e lo stato di avanzamento

Nel fine settimana Castelnuovo d’Avane è stato al centro di una giornata aperta a cittadinanza e stampa, dedicata alla valorizzazione e al recupero del borgo storico e alla presentazione dello stato di avanzamento dei lavori.

All’iniziativa, promossa dal Comune di Cavriglia, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui amministratori con deleghe a infrastrutture, cultura e politiche territoriali, insieme ai tecnici coinvolti nella progettazione e nella gestione del cantiere.

Durante l’incontro sono stati illustrati gli interventi in corso e le tappe previste da qui alla conclusione dei lavori, programmata entro il 2026, in linea con le scadenze del PNRR.

Dalla memoria mineraria alla nuova vocazione culturale

Castelnuovo d’Avane è legato alla storia delle miniere di lignite e alle vicende della Seconda guerra mondiale, che hanno inciso profondamente sulla vita della comunità locale.​

Lo spopolamento del borgo è avvenuto progressivamente nel secondo Novecento, anche a seguito degli espropri collegati alle attività estrattive che alimentavano la centrale termoelettrica di Santa Barbara. Il paese è stato poi acquisito dal Comune di Cavriglia nei primi anni Duemila.youtube​comune.

Il progetto PNRR punta a valorizzare questa memoria, integrandola in un nuovo polo culturale dedicato alla storia del lavoro minerario, alle trasformazioni del paesaggio e alle vicende civili del territorio. È prevista la realizzazione di tre spazi museali: la Casa della Memoria, il nuovo museo MINE – Museo della Miniera e un museo della creatività collegato alla figura di Andrea del Sarto.

Nuovi spazi per abitare, lavorare, creare comunità

Abitazioni e social housing

Una parte consistente delle risorse è destinata al recupero degli edifici residenziali, con alloggi a canone calmierato e soluzioni di social housing rivolte a famiglie, giovani coppie e soggetti interessati a trasferirsi stabilmente nel borgo.

Il Comune ha avviato bandi per l’assegnazione di immobili a uso abitativo, privilegiando, tra gli altri criteri, nuclei con legami storici con Castelnuovo d’Avane e prevedendo formule che possono includere, dopo un periodo minimo di concessione, la possibilità di riscatto dell’immobile.

Spazi per imprese, lavoro e servizi

Accanto alle abitazioni sono previsti ambienti destinati ad attività economiche e professionali: botteghe artigiane, ristorazione, spazi per co-working e per i cosiddetti “nomadi digitali”, con l’obiettivo di attrarre nuove imprese e lavoratori da remoto.comune.

Il progetto include anche funzioni ricettive, come un albergo diffuso integrato nel tessuto storico del borgo, e nuovi spazi per associazioni, iniziative culturali e attività formative, in connessione con il sistema territoriale del Valdarno Superiore.

Cultura, partecipazione e iniziative sul territorio

Progetti culturali e rete di associazioni

La rigenerazione di Castelnuovo d’Avane è accompagnata da un articolato programma di iniziative culturali e sociali, selezionate attraverso bandi dedicati al territorio.

Tra i progetti figurano percorsi di memoria sonora, attività musicali e laboratori promossi dalla Filarmonica locale, iniziative artistiche e inclusive rivolte a giovani, anziani e persone con disabilità, oltre a format partecipativi che utilizzano linguaggi come il fumetto, il gioco di ruolo e installazioni diffuse nello spazio pubblico.

Queste attività mirano a costruire una comunità attiva intorno al borgo, prima ancora della conclusione dei lavori, collegando Castelnuovo d’Avane alle realtà sociali, associative e istituzionali dell’area.

Collegamenti e accessibilità

Nel quadro degli interventi infrastrutturali, è prevista anche la realizzazione di una nuova strada di collegamento dalla zona nord, in prossimità della strada provinciale delle Miniere, frutto della collaborazione tra Comune ed Enel, a supporto dell’accessibilità del borgo una volta terminati i cantieri.

Cantieri in corso e orizzonte 2026

Secondo il cronoprogramma aggiornato, i lavori di recupero degli edifici e degli spazi pubblici di Castelnuovo d’Avane procedono con l’obiettivo di completare gli interventi principali entro la metà del 2026, in coerenza con le scadenze fissate per i progetti PNRR dedicati all’attrattività dei borghi.

La trasformazione del borgo prevede:

Con il procedere dei cantieri e l’attuazione dei bandi per abitazioni, imprese e iniziative culturali, Castelnuovo d’Avane si avvia a riconfigurarsi come centro di memoria, cultura e innovazione sociale all’interno del territorio di Cavriglia.

Marciano della Chiana inaugura gli impianti sportivi: la comunità investe nel territorio

Marciano della Chiana celebra l'inaugurazione ufficiale di due significativi interventi infrastrutturali dedicati allo sport. Il campo polivalente e l'adeguamento dello stadio comunale, completati con il determinante supporto finanziario della Regione Toscana, sanciscono l'impegno amministrativo e istituzionale nel progettare spazi pubblici dedicati all'aggregazione e alla crescita collettiva. L'evento, cui hanno partecipato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la Consigliera Regionale Roberta Casini, il Sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, il Sindaco Maria De Palma e la Giunta, traccia il quadro di una visione condivisa intorno al valore dello sport come elemento centrale nella costruzione del tessuto comunitario.

Il campo polivalente: una infrastruttura flessibile per la comunità

Il campo polivalente rappresenta il fulcro di una più ampia rigenerazione urbana dell'area centrale di Marciano della Chiana. Concepito come spazio flessibile, l'impianto è destinato a ospitare molteplici discipline sportive e varie tipologie di utilizzo, dall'attività giovanile fino alle iniziative promosse dalle associazioni locali. L'intervento non si limita a fornire una mera struttura atletica, bensì si configura come tassello di valorizzazione dello spazio pubblico, migliorandone la fruibilità e la funzione aggregativa. La struttura mantiene al centro dell'impostazione l'accessibilità e la dimensione della vita quotidiana, creando condizioni attrattive per iniziative che coinvolgano popolazione locale e, simultaneamente, visitatori provenienti dalla Valdichiana e dalle province limitrofe.

L'adeguamento dello stadio comunale

L'adeguamento dello stadio rappresenta un investimento di scala più ampia, orientato a elevare gli standard dell'impianto pubblico e a renderlo rispondente alle esigenze contemporanee di sicurezza, funzionalità e accoglienza. L'intervento assume una prospettiva duale: sostiene le attività sportive praticate attualmente sul territorio e contemporaneamente rafforza la capacità del Comune di ospitare eventi strutturati di respiro territoriale più ampio.

Il finanziamento regionale e la collaborazione istituzionale

L'integralità degli interventi è stata realizzata grazie a bandi della Regione Toscana. Per lo stadio, la copertura regionale è risultata largamente prevalente, lasciando al Comune una quota residuale di finanziamento. Questa configurazione rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale solida e operativa, traducendosi in opportunità reali per i cittadini.

Le dichiarazioni istituzionali

Ai microfoni di SR 71 sono intervenuti:

Il Sindaco Maria De Palma

Il Sindaco di Marciano della Chiana ha riconosciuto che l'inaugurazione odierna rappresenta il culmine di un percorso amministrativo caratterizzato da programmazione, progettazione e rigore nella trasformazione delle risorse disponibili in opere utili. De Palma ha espresso gratitudine alla Regione Toscana e al Presidente Eugenio Giani, evidenziando come il sostegno regionale sia stato determinante nel permettere al Comune di trasformare desideri amministrativi in interventi concreti e misurabili.sr71

Il Presidente Eugenio Giani

Il Presidente della Regione Toscana ha sottolineato il ruolo della compartecipazione istituzionale, riconoscendo simultaneamente la qualità della coordinazione amministrativa locale. Giani ha enfatizzato come lo sport non rappresenti esclusivamente un elemento di intrattenimento, bensì una componente centrale nella costruzione della qualità della vita comunitaria, con interventi di questa natura che amplificano il benessere collettivo nei centri urbani.

L'Assessore Leonardo Magi

L'Assessore allo Sport ha articolato il valore dello sport quale strumento educativo, definendolo una scuola di vita che trasmette principi di rispetto, regole, impegno e spirito di squadra. Magi ha identificato lo sport come argine naturale contro l'isolamento e le fragilità, particolarmente tra le fasce giovanili della popolazione.

Le dichiarazioni di Roberta Casini

Roberta Casini, Consigliera Regionale, ha interpretato l'inaugurazione come celebrazione della comunità nel suo complesso.

"Centri come questo sono importanti per i nostri ragazzi, per la comunità tutta. Fare sport e incentivarlo è prima di tutto salute, comunità, sociale e quindi un incentivo di Regione Toscana, per dimostrare quanto crede e invenste nel territorio. Il rilancio appena approvato la dimostrazione di quanto sia importante tutto questo per la Regione. Quindi oggi è una festa per Marciano, per la Valdichiana, è una festa per la nostra comunità".

VIDEO COMPLETO -> SR71 Arezzo

Roberta Casini ospite di Alò TV: confronto elettorale sulle priorità della Toscana

Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Toscana nel collegio di Arezzo, è stata ospite di Alò TV per un importante confronto politico in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre. Il dibattito televisivo ha rappresentato un'occasione preziosa per presentare il programma e le priorità per il futuro della Toscana, con particolare attenzione alle esigenze del territorio aretino e della Valdichiana.

Dibattito politico in vista delle elezioni regionali del 12-13 ottobre

Un confronto costruttivo sulle priorità regionali

Durante la trasmissione, Roberta Casini ha illustrato la sua visione per la Toscana, partendo dall'esperienza maturata in oltre vent'anni di amministrazione locale e dai ruoli di responsabilità ricoperti in ANCI Toscana. "La mia candidatura nasce dall'esperienza concreta sui territori, dall'ascolto quotidiano dei cittadini e dalla conoscenza diretta delle sfide che affrontano i piccoli comuni", ha sottolineato durante il confronto.

Sanità pubblica e medicina territoriale

Tra i temi centrali del dibattito, la sanità si è confermata priorità assoluta. Casini ha ribadito il suo impegno per il rafforzamento della sanità pubblica: "La Toscana ha una rete sanitaria di qualità, ma va resa sempre più accessibile. La sfida è rafforzare la medicina territoriale con case e ospedali di comunità, COT e assistenza domiciliare, servizi davvero a portata di cittadino".

Agricoltura e sviluppo rurale

L'esperienza come responsabile del settore Agricoltura in ANCI Toscana ha permesso a Casini di presentare proposte concrete per il comparto primario della regione. Il confronto ha evidenziato l'importanza di politiche innovative per supportare le realtà agricole locali e valorizzare le produzioni di qualità del territorio toscano.

La Toscana dei borghi e delle comunità

Un passaggio significativo del dibattito è stato dedicato alla valorizzazione dei piccoli centri. "Penso a una Toscana diffusa, capace di mettere insieme piccoli comuni, agricoltura di qualità e imprese locali. Turismo, cultura, ambiente e paesaggio devono dialogare: se crescono insieme, generano lavoro e mantengono vive le comunità", ha spiegato Casini.

L'esperienza di Lucignano nell'associazione "I Borghi più belli d'Italia" e la partecipazione al programma RAI "Il Borgo dei Borghi" sono stati citati come esempi virtuosi di come una buona amministrazione locale possa valorizzare il patrimonio culturale e attrarre turismo sostenibile.

A 100 anni dal furto si ricompone l'Albero d'oro

L' Albero d'oro di Lucignano tornera' presto all'antico splendore. Ritrovati preziosi elementi ad un secolo dal furto. Il restauro e' stato affidato all'Opificio delle pietre dure.

Il servizio realizzato da TGR Toscana -> A 100 anni dal furto si ricompone l'Albero d'oro