
La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Ospedale Misericordia di Grosseto rappresenta un momento di profonda riflessione sul sistema di protezione e accoglienza per le persone vulnerabili. È proprio in questa struttura che nel 2009 ha preso forma il Codice Rosa, un percorso clinico-assistenziale ideato per intercettare i casi di violenza e discriminazione, offrendo un supporto tempestivo a donne, minori e soggetti fragili.
Nato dall’intuizione e dalla determinazione di Vittoria Doretti, il protocollo ha modificato radicalmente l'approccio delle strutture sanitarie di fronte alle situazioni di violenza nascosta. L'obiettivo primario del modello è riconoscere che, dietro una ferita fisica o un accesso al pronto soccorso, spesso si cela una storia complessa che non riesce a emergere spontaneamente. La funzione delle istituzioni sanitarie e amministrative è sviluppare la capacità di "vedere" questi segnali inespressi.

Negli anni successivi all’avvio dell’esperienza grossetana, la Regione Toscana ha strutturato una rete integrata e diffusa su tutto il territorio. Il sistema si fonda sulla stretta collaborazione tra:
Questo coordinamento consente di evitare la frammentazione degli interventi, garantendo un accompagnamento continuativo alla persona presa in carico.
La presenza del Capo dello Stato a Grosseto sottolinea l'importanza strategica di un approccio che va oltre la gestione dell'emergenza. Contro la forma più grave di violenza, l'intervento successivo al fatto criminoso non è sufficiente. Gli elementi cardine su cui investire comprendono:

È un protocollo sociosanitario nato per garantire un accesso protetto e immediato al pronto soccorso e ai servizi di supporto per le vittime di violenza, in particolare donne, minori e persone in condizione di vulnerabilità.
Il modello è nato nel 2009 all'Ospedale Misericordia di Grosseto, grazie all'intuizione della dottoressa Vittoria Doretti, per poi essere esteso a tutta la Regione Toscana.
La rete integra il sistema sanitario con i centri antiviolenza, le procure, le forze dell'ordine e le istituzioni locali, creando un percorso coordinato di protezione, ascolto e assistenza legale e psicologica per le vittime.