Longevità e umanizzazione delle cure: la sfida della qualità della vita
L'aumento dell'aspettativa di vita rappresenta una delle grandi conquiste della nostra società, ma impone al contempo una riflessione profonda sui modelli di welfare e di assistenza sociosanitaria. Durante il convegno promosso dal Centro Franco Basaglia, il dibattito si è concentrato sulle prospettive future legate alla longevità, evidenziando che l'obiettivo non è soltanto prolungare l'esistenza, ma preservare il benessere complessivo della persona.
Prevenire la fragilità e difendere l'autonomia
Affrontare l'aumento della popolazione anziana richiede un cambio di paradigma incentrato sulla prevenzione. Intervenire tempestivamente per prevenire la fragilità significa:
Difendere l'autonomia personale il più a lungo possibile.
Contrastare la solitudine, considerata uno dei principali fattori di rischio per la salute psicofisica.
Avvicinare i servizi sanitari e socioassistenziali ai luoghi di vita delle persone, riducendo le distanze territoriali.
Il valore dell'umanizzazione delle cure
Umanizzare i percorsi di cura significa superare una visione esclusivamente medicalizzata della vecchiaia. Curare la patologia non deve mai significare perdere di vista la centralità dell'individuo. Ogni percorso terapeutico e assistenziale deve tenere conto della storia personale, della rete di relazioni e della dignità di ciascuno.
Aggiungere anni alla vita è un traguardo fondamentale, ma garantire qualità, cura e relazioni a quegli anni costituisce la vera sfida per le istituzioni e per la comunità.
Il modello del Codice Rosa a Grosseto: la visita del Presidente Mattarella
La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Ospedale Misericordia di Grosseto rappresenta un momento di profonda riflessione sul sistema di protezione e accoglienza per le persone vulnerabili. È proprio in questa struttura che nel 2009 ha preso forma il Codice Rosa, un percorso clinico-assistenziale ideato per intercettare i casi di violenza e discriminazione, offrendo un supporto tempestivo a donne, minori e soggetti fragili.
L'origine e l'evoluzione del Codice Rosa
Nato dall’intuizione e dalla determinazione di Vittoria Doretti, il protocollo ha modificato radicalmente l'approccio delle strutture sanitarie di fronte alle situazioni di violenza nascosta. L'obiettivo primario del modello è riconoscere che, dietro una ferita fisica o un accesso al pronto soccorso, spesso si cela una storia complessa che non riesce a emergere spontaneamente. La funzione delle istituzioni sanitarie e amministrative è sviluppare la capacità di "vedere" questi segnali inespressi.
La rete territoriale in Toscana
Negli anni successivi all’avvio dell’esperienza grossetana, la Regione Toscana ha strutturato una rete integrata e diffusa su tutto il territorio. Il sistema si fonda sulla stretta collaborazione tra:
Strutture sanitarie e ospedaliere
Servizi sociali territoriali
Centri antiviolenza specializzati
Istituzioni locali
Procure della Repubblica
Questo coordinamento consente di evitare la frammentazione degli interventi, garantendo un accompagnamento continuativo alla persona presa in carico.
Prevenzione, cultura e servizi pubblici
La presenza del Capo dello Stato a Grosseto sottolinea l'importanza strategica di un approccio che va oltre la gestione dell'emergenza. Contro la forma più grave di violenza, l'intervento successivo al fatto criminoso non è sufficiente. Gli elementi cardine su cui investire comprendono:
Prevenzione strutturale attraverso politiche sociali mirate.
Educazione e cultura del rispetto fin dalle giovani generazioni.
Servizi pubblici forti e radicati nelle comunità locali.
Reti di supporto comunitarie capaci di prevenire l'isolamento delle persone vulnerabili.
Cos'è il Codice Rosa?
È un protocollo sociosanitario nato per garantire un accesso protetto e immediato al pronto soccorso e ai servizi di supporto per le vittime di violenza, in particolare donne, minori e persone in condizione di vulnerabilità.
Dove è nato il Codice Rosa?
Il modello è nato nel 2009 all'Ospedale Misericordia di Grosseto, grazie all'intuizione della dottoressa Vittoria Doretti, per poi essere esteso a tutta la Regione Toscana.
Come funziona la rete antiviolenza in Toscana?
La rete integra il sistema sanitario con i centri antiviolenza, le procure, le forze dell'ordine e le istituzioni locali, creando un percorso coordinato di protezione, ascolto e assistenza legale e psicologica per le vittime.
Rassegna Stampa: il Pronto Soccorso del San Donato di Arezzo affida i codici minori al Terzo Settore
Come riportato dalla stampa locale e nazionale, con approfondimenti dedicati (tra cui i focus tematici curati da Il Sole24Ore Salute), l'Ospedale San Donato di Arezzo ha avviato un nuovo modello organizzativo per il Pronto Soccorso. Dal 1° luglio, la gestione dei codici minori è stata affidata alle associazioni di volontariato del Terzo Settore, una misura temporanea per far fronte alla carenza strutturale di personale medico e infermieristico.
I primi risultati della sperimentazione all’Ospedale San Donato
A una settimana dall'avvio del progetto, l'Asl Toscana sud est registra effetti positivi sui tempi di gestione dei pazienti in entrata. L'affidamento dei casi di minore gravità permette al personale in organico di dedicarsi interamente alla presa in carico delle situazioni ad alta complessità. Questa riorganizzazione si inserisce in un quadro nazionale segnato da una carenza strutturale di medici e infermieri.
La convenzione in corso non prevede l'esternalizzazione delle prestazioni sanitarie direzionali. Tutte le attività continuano a svolgersi fisicamente all'interno della struttura pubblica dell'ospedale di Arezzo. L'attribuzione dei codici di urgenza e la regia clinica durante la fase di triage rimangono di esclusiva competenza del personale del servizio sanitario nazionale.
Il ruolo del Terzo Settore nella sanità toscana
La gestione operativa dei codici meno gravi è affidata ad associazioni storicamente integrate nel tessuto territoriale, come Misericordia, ANPAS e Croce Rossa. Secondo la consigliera regionale Roberta Casini, questa scelta organizzativa valorizza realtà che costituiscono un pilastro del sistema sanitario toscano. Il coinvolgimento del volontariato anticipa inoltre le dinamiche di collaborazione che caratterizzeranno la futura rete delle Case della Comunità.
Le testate riportano ampi stralci dell'intervento della consigliera regionale Roberta Casini, la quale ha definito l'operazione una "risposta straordinaria" a un problema di scala nazionale. Nelle dichiarazioni riportate, Casini sottolinea come il coinvolgimento di Misericordia, ANPAS e Croce Rossa non rappresenti l'ingresso di soggetti estranei, bensì la valorizzazione di realtà che da decenni costituiscono un pilastro della sanità in Toscana. Le agenzie di stampa evidenziano inoltre come questo metodo anticipi il modello di condivisione alla base delle future Case della Comunità.
Le anticipazioni della stampa sui nuovi Punti di intervento rapido
I quotidiani guardano anche alle prospettive future, specificando che l'accordo in convenzione avrà la durata di un anno. La rassegna stampa odierna riporta infine le scadenze dei prossimi interventi strutturali: entro il mese di settembre è prevista l'attivazione ad Arezzo dei nuovi Punti di intervento rapido. Queste strutture, secondo le testate, avranno il compito di assorbire la domanda di salute non urgente, rendendo la misura attuale una transizione verso una sanità territoriale più capillare.
Chi si occupa del triage al San Donato?
Il triage e l'assegnazione dei codici di priorità sono gestiti esclusivamente dal personale del servizio sanitario pubblico. Nessuna attività di inquadramento clinico iniziale è stata delegata a soggetti esterni.
Quali associazioni gestiscono i codici minori?
I casi di minore entità clinica sono presi in carico dalle organizzazioni di volontariato che hanno stipulato la convenzione con l'Asl Toscana sud est. Le realtà coinvolte nel progetto sono Misericordia, ANPAS e Croce Rossa.
Quanto durerà questa fase sperimentale?
La convenzione per la gestione dei codici minori ha una durata di dodici mesi a partire dal 1° luglio. L'assetto è stato pensato come risposta temporanea per mantenere l'efficienza del presidio ospedaliero.
Cosa cambierà con i Punti di intervento rapido?
I Punti di intervento rapido sono presidi dedicati specificamente alle esigenze mediche non urgenti. La loro attivazione a settembre fornirà un'alternativa concreta all'ospedale, riducendo l'afflusso improprio al Pronto Soccorso.
Casa della Comunità Hub a Castiglion Fiorentino, attivati nuovi servizi sanitari
È entrata in funzione la Casa della Comunità Hub di Castiglion Fiorentino, struttura inserita nel piano di rafforzamento della sanità territoriale promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Asl Toscana Sud Est. L’intervento è stato realizzato grazie a un finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) pari a 1,8 milioni di euro e si inserisce nel processo di riorganizzazione dei servizi sanitari locali.
Il ruolo della struttura
La Casa della Comunità Hub è destinata a diventare un punto di riferimento per i servizi sanitari della Valdichiana aretina, con l’obiettivo di avvicinare l’assistenza ai cittadini e migliorare l’accesso alle cure.
Secondo quanto evidenziato dalla consigliera regionale del Partito Democratico Roberta Casini, la struttura rappresenta un passaggio nel percorso di sviluppo della sanità territoriale, con un ampliamento delle funzioni e dei servizi disponibili.
Integrazione dei servizi e programmazione territoriale
L’attivazione della struttura rientra in una pianificazione condivisa a livello locale, che ha coinvolto anche la Conferenza dei sindaci del territorio. Il modello punta a rafforzare l’integrazione tra ambito sanitario e sociale, attraverso una rete di servizi coordinata.
Il progetto interessa l’intera area della Valdichiana aretina e si collega alle altre Case della Comunità presenti sul territorio, tra cui le strutture spoke di Camucia e Foiano della Chiana, dove è previsto il mantenimento dei servizi esistenti e un progressivo potenziamento dell’offerta.
Il modello organizzativo
La Casa della Comunità Hub di Castiglion Fiorentino si inserisce nel nuovo assetto previsto dalla normativa nazionale per la sanità territoriale. Il modello prevede una maggiore prossimità dei servizi, una presa in carico integrata dei pazienti e una gestione coordinata dei percorsi di cura.
L’obiettivo è costruire una rete capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute della popolazione, attraverso strutture distribuite sul territorio e collegate tra loro.
Roberta Casini a RTV38: “Integrazione, salute mentale e riforma penale al centro della sicurezza”
Nel corso della trasmissione “Primo Piano” su RTV38, la consigliera regionale del Partito Democratico Roberta Casini è intervenuta nel dibattito dedicato ai fatti di Modena e, più in generale, ai temi della sicurezza, dell’integrazione e delle politiche pubbliche necessarie per affrontare fenomeni complessi.
L’intervento completo è disponibile nei video qui sotto.
Punto nascita della Gruccia, il 2 aprile la conferenza dei sindaci sul dossier infrastrutture
Il 2 aprile si terrà la conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, un passaggio rilevante per il futuro dei servizi sanitari del territorio. Al centro dell’incontro ci sarà la presentazione del dossier sulle infrastrutture predisposto dall’assessorato regionale guidato da Filippo Boni, documento che sarà allegato alla nuova richiesta di deroga dell’Asl e trasmesso al Ministero.
Il contenuto del dossier
Il lavoro tecnico è stato costruito a partire da un’analisi dei tempi di percorrenza e delle condizioni infrastrutturali dell’area. L’obiettivo è fornire ai sindaci elementi utili per valutare le esigenze del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia e sostenere la richiesta di mantenimento del servizio.
La posizione di Roberta Casini
Roberta Casini ha ribadito il valore del presidio per il Valdarno, considerandolo un servizio che va letto non solo in base ai numeri, ma anche rispetto ai bisogni concreti delle famiglie e del territorio. La consigliera regionale ha richiamato la necessità di una posizione unitaria tra istituzioni locali e Regione per tutelare il punto nascita.
La mobilitazione della comunità
La discussione istituzionale arriva dopo la cena di solidarietà “Mille braccia per mille piedi”, promossa dalla conferenza dei sindaci insieme all’associazione Cuore di Maglia e con la collaborazione di Unicoop Firenze e delle sezioni soci Coop di San Giovanni Valdarno. L’iniziativa ha raccolto una partecipazione ampia e il ricavato sarà destinato alla realizzazione di scarpine e kit fatti a mano per ogni neonato.
Alla serata hanno partecipato rappresentanti istituzionali e sanitari, tra cui la presidente della conferenza dei sindaci Valentina Vadi, il direttore generale della Asl Marco Torre, Roberta Casini e amministratori del territorio. Torre ha confermato che la nuova richiesta di deroga è in definizione e sarà illustrata nella seduta del 2 aprile.
One Health: come la medicina veterinaria previene le malattie umane
La prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria (25 gennaio 2026, Legge 49/2025) rappresenta un riconoscimento istituzionale fondamentale: la medicina veterinaria non è medicina degli animali, è medicina della salute pubblica.
One Health: un approccio integrato per la salute
Il 75% delle malattie infettive umane emergenti ha origine zoonotica. Influenza aviaria, tubercolosi, salmonellosi: questi patogeni non riconoscono confini tra specie. Non possono essere gestiti da un settore sanitario isolato. Richiedono una visione integrata: One Health.
L'approccio One Health rappresenta l'interconnessione di tre pilastri: salute umana, salute animale, salute ambientale. Un veterinario di sanità pubblica non cura animali singoli, sorvegli filiere intere, previeni epidemie, proteggi ecosistemi. Questi interventi preventivi riducono direttamente i rischi per le persone molto prima che insorgano.
Il ruolo strategico è triplice.
Primo: sorveglianza integrata. I servizi veterinari di sanità animale, igiene zootecnica e igiene alimentare operano all'interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, dove medicina umana e veterinaria condividono lo stesso linguaggio epidemiologico e agiscono su dati comuni.
Secondo: controllo della resistenza antimicrobica. Un uso consapevole di antibiotici negli allevamenti riduce direttamente le resistenze negli ospedali umani, una minaccia che ucciderà 10 milioni di persone annui entro il 2050 se non arginata.
Terzo: prevenzione ambientale. La tutela della biodiversità, la gestione degli ecosistemi e il controllo dei vettori riducono naturalmente l'emergenza di nuove zoonosi.
La cooperazione tra enti non è opzionale: è strutturale. Veterinari, medici, scienziati ambientali, amministrazioni devono operare con dati comuni, protocolli condivisi e comunicazione continuativa. I piani integrati di sorveglianza, come quello per il West Nile Virus, che monitora simultaneamente uccelli, insetti vettori e uomini, dimostrano che questa integrazione funziona.
Una sanità territoriale integrata è il più efficiente investimento pubblico possibile: non cura i danni, li previene da subito. Proteggere gli animali significa proteggere anche noi stessi. Questo è One Health. Questo è il presente della prevenzione.
Roberta Casini a Teletruria: “Per la Toscana sviluppo sostenibile e sanità pubblica da rafforzare”
Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata al Consiglio regionale della Toscana, ha illustrato nel programma "Polis la politica che parla" su Teletruria come nella sua esperienza amministrativa il rispetto del territorio sia stato coniugato con lo sviluppo economico, attraverso scelte coraggiose di insediamenti produttivi. Casini ha sottolineato l’importanza di creare condizioni per dare ai giovani la possibilità di costruire il loro futuro nella regione.
Difendere e potenziare la sanità pubblica toscana
Nel suo intervento, Casini ha toccato temi fondamentali sulla tutela della sanità pubblica universalistica in Toscana, evidenziando la necessità di combattere le criticità attuali, come le liste d’attesa e la carenza di personale medico nei pronto soccorsi. Ha posto l’accento sull’importanza di investire nelle case e negli ospedali di comunità per garantire servizi sanitari più vicini ai cittadini.
Il ruolo cruciale della Regione
La candidata ha rimarcato come la Regione svolga un ruolo centrale nella gestione della sanità territoriale e nella rappresentanza delle istanze degli amministratori locali. Per Casini, avere referenti adeguati in Regione è fondamentale per tutelare e migliorare il sistema sanitario toscano, in un lavoro collettivo per una Toscana più equa e sostenibile.
Roberta Casini su ToscanaTV: confronto sui temi cruciali per la Toscana del futuro
Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Toscana nel collegio di Arezzo, è stata protagonista di un approfondito confronto politico nella trasmissione "REFRESH - RASSEGNA STAMPA SPECIALE ELEZIONI REGIONALI" di ToscanaTV, andata in onda il 25 settembre 2025. Il dibattito, moderato dalla redazione del canale regionale, ha visto Casini confrontarsi con Gabriele Veneri, consigliere regionale uscente e candidato di Fratelli d'Italia nel collegio aretino, sui temi centrali della campagna elettorale in vista del voto del 12 e 13 ottobre.
Sanità, trasporti e sviluppo territoriale al centro del dibattito elettorale con Gabriele Veneri
Sanità pubblica e medicina territoriale: la sfida del finanziamento
Il confronto si è aperto con il tema della sanità, settore che assorbe oltre l'80% del bilancio regionale e rappresenta la priorità assoluta secondo i sondaggi tra i cittadini toscani. Casini ha rivendicato la qualità del sistema sanitario toscano, riconosciuto tra i migliori a livello nazionale, sottolineando però la necessità di affrontare il nodo del finanziamento.
"La tutela del nostro servizio sanitario regionale pubblico e universalistico ha dei costi notevoli", ha spiegato Casini durante la trasmissione. "Il Fondo Sanitario Nazionale è sceso al 6,4% rispetto al PIL, rispetto al 7% del periodo Covid. Una regione come la Toscana che vuole continuare a garantire gli stessi standard deve mettere risorse proprie, e sarà fondamentale l'addizionale IRPEF, a meno che non si riesca ad aumentare le risorse del Fondo Sanitario Nazionale".
Le case di comunità e l'integrazione sociosanitaria
Un passaggio significativo del dibattito è stato dedicato alla medicina territoriale e alle case di comunità. La Toscana si è posta l'obiettivo ambizioso di realizzare 157 strutture in tutta la regione, ma come ha evidenziato Casini, "le strutture che stiamo costruendo vengono dall'esperienza importante della Toscana, perché il DM77 nasce dall'esperienza toscana delle case della salute".
La sindaca di Lucignano ha sottolineato l'importanza dell'integrazione sociosanitaria: "Io da sindaca lo vedo bene, a volte non integriamo nemmeno le prestazioni sociali fra quello che eroga un comune e quello che eroga la stessa ASL. La casa di comunità deve essere come uno sportello unico dove il cittadino viene preso veramente in carico dal nostro servizio".
Trasporti e infrastrutture: le priorità per il territorio aretino
Il confronto ha affrontato anche il tema cruciale del trasporto pubblico locale e delle infrastrutture. Casini ha riconosciuto le criticità attuali: "Non posso dire di essere completamente soddisfatta del lavoro di Autolinee Toscane, soprattutto nella parte scolastica. Vivo in una realtà dove i nostri ragazzi per spostarsi verso le scuole superiori sono condizionati dal trasporto nella scelta della scuola da fare".
La questione dell'alta velocità e Medioetruria
Un tema strategico emerso nel dibattito è stato quello della realizzazione della stazione Medioetruria, sul modello di Mediopadana a Reggio Emilia. Casini ha espresso una posizione chiara: "La collocazione naturale per quanto mi riguarda è sicuramente Rigutino, ma al di là della collocazione, qui ce n'è veramente bisogno. L'impegno deve essere quello di sedersi tutti a un tavolo e trovare una risposta certa per i nostri cittadini, perché questo non deve rimanere uno spot elettorale".
Elezioni Regionali Toscana 2025: si vota domenica 12 ottobre dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 13 ottobre dalle 7:00 alle 15:00
Roberta Casini ospite di Alò TV: confronto elettorale sulle priorità della Toscana
Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Toscana nel collegio di Arezzo, è stata ospite di Alò TV per un importante confronto politico in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre. Il dibattito televisivo ha rappresentato un'occasione preziosa per presentare il programma e le priorità per il futuro della Toscana, con particolare attenzione alle esigenze del territorio aretino e della Valdichiana.
Dibattito politico in vista delle elezioni regionali del 12-13 ottobre
Un confronto costruttivo sulle priorità regionali
Durante la trasmissione, Roberta Casini ha illustrato la sua visione per la Toscana, partendo dall'esperienza maturata in oltre vent'anni di amministrazione locale e dai ruoli di responsabilità ricoperti in ANCI Toscana. "La mia candidatura nasce dall'esperienza concreta sui territori, dall'ascolto quotidiano dei cittadini e dalla conoscenza diretta delle sfide che affrontano i piccoli comuni", ha sottolineato durante il confronto.
Sanità pubblica e medicina territoriale
Tra i temi centrali del dibattito, la sanità si è confermata priorità assoluta. Casini ha ribadito il suo impegno per il rafforzamento della sanità pubblica: "La Toscana ha una rete sanitaria di qualità, ma va resa sempre più accessibile. La sfida è rafforzare la medicina territoriale con case e ospedali di comunità, COT e assistenza domiciliare, servizi davvero a portata di cittadino".
Agricoltura e sviluppo rurale
L'esperienza come responsabile del settore Agricoltura in ANCI Toscana ha permesso a Casini di presentare proposte concrete per il comparto primario della regione. Il confronto ha evidenziato l'importanza di politiche innovative per supportare le realtà agricole locali e valorizzare le produzioni di qualità del territorio toscano.
La Toscana dei borghi e delle comunità
Un passaggio significativo del dibattito è stato dedicato alla valorizzazione dei piccoli centri. "Penso a una Toscana diffusa, capace di mettere insieme piccoli comuni, agricoltura di qualità e imprese locali. Turismo, cultura, ambiente e paesaggio devono dialogare: se crescono insieme, generano lavoro e mantengono vive le comunità", ha spiegato Casini.
L'esperienza di Lucignano nell'associazione "I Borghi più belli d'Italia" e la partecipazione al programma RAI "Il Borgo dei Borghi" sono stati citati come esempi virtuosi di come una buona amministrazione locale possa valorizzare il patrimonio culturale e attrarre turismo sostenibile.
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