
La prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria (25 gennaio 2026, Legge 49/2025) rappresenta un riconoscimento istituzionale fondamentale: la medicina veterinaria non è medicina degli animali, è medicina della salute pubblica.
Il 75% delle malattie infettive umane emergenti ha origine zoonotica. Influenza aviaria, tubercolosi, salmonellosi: questi patogeni non riconoscono confini tra specie. Non possono essere gestiti da un settore sanitario isolato. Richiedono una visione integrata: One Health.
L'approccio One Health rappresenta l'interconnessione di tre pilastri: salute umana, salute animale, salute ambientale. Un veterinario di sanità pubblica non cura animali singoli, sorvegli filiere intere, previeni epidemie, proteggi ecosistemi. Questi interventi preventivi riducono direttamente i rischi per le persone molto prima che insorgano.
Il ruolo strategico è triplice.
La cooperazione tra enti non è opzionale: è strutturale. Veterinari, medici, scienziati ambientali, amministrazioni devono operare con dati comuni, protocolli condivisi e comunicazione continuativa. I piani integrati di sorveglianza, come quello per il West Nile Virus, che monitora simultaneamente uccelli, insetti vettori e uomini, dimostrano che questa integrazione funziona.
Una sanità territoriale integrata è il più efficiente investimento pubblico possibile: non cura i danni, li previene da subito. Proteggere gli animali significa proteggere anche noi stessi. Questo è One Health. Questo è il presente della prevenzione.
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