Potabilizzatore del Pianello: l'acqua di Montedoglio raggiunge Lucignano e Sinalunga

Il nuovo impianto di potabilizzazione in località Pianello rappresenta un traguardo importante per l'approvvigionamento idrico della Valdichiana senese. L'infrastruttura consente di portare l'acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio ai cittadini di Lucignano e Sinalunga, garantendo una risorsa idrica di qualità e in quantità adeguata per il fabbisogno del territorio.

Un'opera strategica per il territorio

Il completamento dell'opera segna la conclusione di un percorso progettuale complesso, che ha richiesto anni di lavori e la collaborazione tra diverse istituzioni e gestori del servizio idrico. L'impianto è stato realizzato da Nuove Acque, gestore del Servizio Idrico Integrato nella Provincia di Arezzo e in parte della Provincia di Siena, con il coinvolgimento di Acquedotto del Fiora, della Regione Toscana e di altri enti territoriali.

Le caratteristiche tecniche dell'impianto

L'impianto di potabilizzazione del Pianello è stato dimensionato per garantire una portata di 45 litri di acqua al secondo, una capacità che assicura una fornitura stabile per i due comuni serviti. Le opere civili sono state completate e tutte le apparecchiature installate, consentendo l'entrata in funzione dell'infrastruttura nei tempi previsti.

L'acqua trattata proviene dall'invaso di Montedoglio e viene sottoposta a processi di potabilizzazione che ne garantiscono la conformità ai parametri organolettici, fisici, chimici e microbiologici previsti dalla normativa vigente. I sistemi di trattamento applicati consentono di rimuovere eventuali agenti inquinanti e di rendere l'acqua idonea al consumo umano attraverso fasi di purificazione e disinfezione.

Le condotte di adduzione verso i centri abitati

Dal potabilizzatore del Pianello si diramano due condotte principali che portano l'acqua trattata ai capoluoghi comunali. Per Lucignano è stata realizzata una condotta di circa 2,7 chilometri, per un investimento di circa 500.000 euro, che collega l'impianto al sollevamento Rosario e successivamente al centro abitato. Il tracciato è stato completato consentendo l'integrazione con la rete idrica esistente.

Per Sinalunga la condotta si estende per circa 4,5 chilometri, con un costo complessivo di circa 2,2 milioni di euro. L'opera è stata realizzata in più fasi: l'intervento risulta già completato nella parte bassa del comune, in via dei Procacci e lungo la Strada Provinciale 11/C fino alla località Casalta, mentre i lavori hanno successivamente interessato le strade del capoluogo, compresa via della Pietraia. La condotta consente di fornire acqua potabile anche ai centri di Guazzino e Bettolle, mettendo in sicurezza l'approvvigionamento idrico anche nei periodi di siccità estiva.

Il progetto delle sinergie istituzionali

L'opera è stata definita come il "potabilizzatore delle sinergie" per la capacità di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella sua realizzazione. Il progetto ha visto la collaborazione tra i Comuni di Lucignano e Sinalunga, Nuove Acque come gestore principale del servizio idrico, Acquedotto del Fiora, la Regione Toscana e il Ministero, oltre ad altri enti tecnici e amministrativi del territorio.

Questa collaborazione ha permesso di superare le criticità tecniche e organizzative legate alla realizzazione di un'infrastruttura così complessa, che richiede il coordinamento di più reti idriche, impianti di sollevamento e sistemi di distribuzione. Il costo complessivo dell'intervento, comprensivo dell'impianto di potabilizzazione e delle condotte di adduzione, si è attestato intorno ai 3 milioni di euro.

L'impatto sulla sicurezza idrica locale

L'entrata in funzione del potabilizzatore del Pianello rappresenta un elemento di sicurezza per l'approvvigionamento idrico dell'area. L'utilizzo dell'acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio consente di ridurre la dipendenza dalle fonti locali, spesso sottoposte a stress idrico nei mesi estivi, garantendo una maggiore resilienza del sistema di distribuzione.

L'infrastruttura migliora l'efficienza complessiva della rete idrica dei due comuni, assicurando una risorsa stabile sia per le utenze domestiche che per le attività produttive del territorio. L'opera contribuisce inoltre alla modernizzazione del sistema idrico integrato dell'ATO 4 Alto Valdarno, potenziando la capacità di risposta ai fabbisogni idrici del territorio

La gestione integrata del servizio idrico

Il potabilizzatore del Pianello si inserisce nel più ampio sistema di gestione del Servizio Idrico Integrato della Toscana, che vede la collaborazione tra diversi gestori territoriali. Nuove Acque opera nella Provincia di Arezzo e parte della Provincia di Siena, mentre Acquedotto del Fiora gestisce il servizio in 55 comuni delle province di Grosseto e Siena, corrispondenti all'ATO 6 "Ombrone".

Entrambi i gestori si occupano dell'insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad uso civile, oltre che di fognatura e depurazione delle acque reflue. La collaborazione tra i due enti ha reso possibile l'integrazione delle reti idriche e il coordinamento tecnico necessario per la realizzazione dell'impianto del Pianello.

Acquedotto del Fiora attinge principalmente dalle sorgenti del Monte Amiata, che coprono circa il 55% del fabbisogno idrico del territorio servito, mentre la restante risorsa proviene da sorgenti locali, campi pozzi, invasi artificiali e altre fonti. Gli impianti di potabilizzazione gestiti da Acquedotto del Fiora sono 43 e producono mediamente oltre 8 milioni di metri cubi di acqua trattata all'anno.

I controlli sulla qualità dell'acqua

La qualità dell'acqua erogata dall'impianto di potabilizzazione del Pianello è garantita da un sistema di controlli articolato su più livelli. I controlli chimici, chimico-fisici e microbiologici vengono effettuati sia dal gestore del servizio idrico integrato, sia dalle AUSL di riferimento territoriale.

Le verifiche interessano tutti i comparti della filiera idropotabile: dalle fonti di approvvigionamento agli impianti di potabilizzazione, dai serbatoi ai punti di distribuzione sul territorio. L'intensità dei controlli aumenta in relazione alla portata e alla complessità dei trattamenti richiesti. Oltre ai controlli normativi obbligatori, Nuove Acque e Acquedotto del Fiora effettuano verifiche gestionali interne sull'efficacia dei trattamenti di potabilizzazione e sul mantenimento della qualità nelle reti di distribuzione.

Castelnuovo d’Avane, il borgo storico di Cavriglia verso la rinascita con i fondi PNRR

Cavriglia (Arezzo), 17 gennaio 2026 – A Castelnuovo d’Avane, frazione storica del Comune di Cavriglia, prosegue il percorso di rigenerazione urbana e culturale finanziato con 20 milioni di euro dal Ministero della Cultura nell’ambito della misura PNRR “Attrattività dei borghi – Linea A”.

Il progetto, selezionato dalla Regione Toscana tra decine di candidature, mira a recuperare il borgo oggi privo di residenti, intervenendo sul patrimonio edilizio, sugli spazi pubblici e sui servizi, con l’obiettivo di restituire al paese una funzione stabile all’interno del territorio del Valdarno.

La presentazione dei lavori e lo stato di avanzamento

Nel fine settimana Castelnuovo d’Avane è stato al centro di una giornata aperta a cittadinanza e stampa, dedicata alla valorizzazione e al recupero del borgo storico e alla presentazione dello stato di avanzamento dei lavori.

All’iniziativa, promossa dal Comune di Cavriglia, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui amministratori con deleghe a infrastrutture, cultura e politiche territoriali, insieme ai tecnici coinvolti nella progettazione e nella gestione del cantiere.

Durante l’incontro sono stati illustrati gli interventi in corso e le tappe previste da qui alla conclusione dei lavori, programmata entro il 2026, in linea con le scadenze del PNRR.

Dalla memoria mineraria alla nuova vocazione culturale

Castelnuovo d’Avane è legato alla storia delle miniere di lignite e alle vicende della Seconda guerra mondiale, che hanno inciso profondamente sulla vita della comunità locale.​

Lo spopolamento del borgo è avvenuto progressivamente nel secondo Novecento, anche a seguito degli espropri collegati alle attività estrattive che alimentavano la centrale termoelettrica di Santa Barbara. Il paese è stato poi acquisito dal Comune di Cavriglia nei primi anni Duemila.youtube​comune.

Il progetto PNRR punta a valorizzare questa memoria, integrandola in un nuovo polo culturale dedicato alla storia del lavoro minerario, alle trasformazioni del paesaggio e alle vicende civili del territorio. È prevista la realizzazione di tre spazi museali: la Casa della Memoria, il nuovo museo MINE – Museo della Miniera e un museo della creatività collegato alla figura di Andrea del Sarto.

Nuovi spazi per abitare, lavorare, creare comunità

Abitazioni e social housing

Una parte consistente delle risorse è destinata al recupero degli edifici residenziali, con alloggi a canone calmierato e soluzioni di social housing rivolte a famiglie, giovani coppie e soggetti interessati a trasferirsi stabilmente nel borgo.

Il Comune ha avviato bandi per l’assegnazione di immobili a uso abitativo, privilegiando, tra gli altri criteri, nuclei con legami storici con Castelnuovo d’Avane e prevedendo formule che possono includere, dopo un periodo minimo di concessione, la possibilità di riscatto dell’immobile.

Spazi per imprese, lavoro e servizi

Accanto alle abitazioni sono previsti ambienti destinati ad attività economiche e professionali: botteghe artigiane, ristorazione, spazi per co-working e per i cosiddetti “nomadi digitali”, con l’obiettivo di attrarre nuove imprese e lavoratori da remoto.comune.

Il progetto include anche funzioni ricettive, come un albergo diffuso integrato nel tessuto storico del borgo, e nuovi spazi per associazioni, iniziative culturali e attività formative, in connessione con il sistema territoriale del Valdarno Superiore.

Cultura, partecipazione e iniziative sul territorio

Progetti culturali e rete di associazioni

La rigenerazione di Castelnuovo d’Avane è accompagnata da un articolato programma di iniziative culturali e sociali, selezionate attraverso bandi dedicati al territorio.

Tra i progetti figurano percorsi di memoria sonora, attività musicali e laboratori promossi dalla Filarmonica locale, iniziative artistiche e inclusive rivolte a giovani, anziani e persone con disabilità, oltre a format partecipativi che utilizzano linguaggi come il fumetto, il gioco di ruolo e installazioni diffuse nello spazio pubblico.

Queste attività mirano a costruire una comunità attiva intorno al borgo, prima ancora della conclusione dei lavori, collegando Castelnuovo d’Avane alle realtà sociali, associative e istituzionali dell’area.

Collegamenti e accessibilità

Nel quadro degli interventi infrastrutturali, è prevista anche la realizzazione di una nuova strada di collegamento dalla zona nord, in prossimità della strada provinciale delle Miniere, frutto della collaborazione tra Comune ed Enel, a supporto dell’accessibilità del borgo una volta terminati i cantieri.

Cantieri in corso e orizzonte 2026

Secondo il cronoprogramma aggiornato, i lavori di recupero degli edifici e degli spazi pubblici di Castelnuovo d’Avane procedono con l’obiettivo di completare gli interventi principali entro la metà del 2026, in coerenza con le scadenze fissate per i progetti PNRR dedicati all’attrattività dei borghi.

La trasformazione del borgo prevede:

Con il procedere dei cantieri e l’attuazione dei bandi per abitazioni, imprese e iniziative culturali, Castelnuovo d’Avane si avvia a riconfigurarsi come centro di memoria, cultura e innovazione sociale all’interno del territorio di Cavriglia.

Marciano della Chiana inaugura gli impianti sportivi: la comunità investe nel territorio

Marciano della Chiana celebra l'inaugurazione ufficiale di due significativi interventi infrastrutturali dedicati allo sport. Il campo polivalente e l'adeguamento dello stadio comunale, completati con il determinante supporto finanziario della Regione Toscana, sanciscono l'impegno amministrativo e istituzionale nel progettare spazi pubblici dedicati all'aggregazione e alla crescita collettiva. L'evento, cui hanno partecipato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la Consigliera Regionale Roberta Casini, il Sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, il Sindaco Maria De Palma e la Giunta, traccia il quadro di una visione condivisa intorno al valore dello sport come elemento centrale nella costruzione del tessuto comunitario.

Il campo polivalente: una infrastruttura flessibile per la comunità

Il campo polivalente rappresenta il fulcro di una più ampia rigenerazione urbana dell'area centrale di Marciano della Chiana. Concepito come spazio flessibile, l'impianto è destinato a ospitare molteplici discipline sportive e varie tipologie di utilizzo, dall'attività giovanile fino alle iniziative promosse dalle associazioni locali. L'intervento non si limita a fornire una mera struttura atletica, bensì si configura come tassello di valorizzazione dello spazio pubblico, migliorandone la fruibilità e la funzione aggregativa. La struttura mantiene al centro dell'impostazione l'accessibilità e la dimensione della vita quotidiana, creando condizioni attrattive per iniziative che coinvolgano popolazione locale e, simultaneamente, visitatori provenienti dalla Valdichiana e dalle province limitrofe.

L'adeguamento dello stadio comunale

L'adeguamento dello stadio rappresenta un investimento di scala più ampia, orientato a elevare gli standard dell'impianto pubblico e a renderlo rispondente alle esigenze contemporanee di sicurezza, funzionalità e accoglienza. L'intervento assume una prospettiva duale: sostiene le attività sportive praticate attualmente sul territorio e contemporaneamente rafforza la capacità del Comune di ospitare eventi strutturati di respiro territoriale più ampio.

Il finanziamento regionale e la collaborazione istituzionale

L'integralità degli interventi è stata realizzata grazie a bandi della Regione Toscana. Per lo stadio, la copertura regionale è risultata largamente prevalente, lasciando al Comune una quota residuale di finanziamento. Questa configurazione rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale solida e operativa, traducendosi in opportunità reali per i cittadini.

Le dichiarazioni istituzionali

Ai microfoni di SR 71 sono intervenuti:

Il Sindaco Maria De Palma

Il Sindaco di Marciano della Chiana ha riconosciuto che l'inaugurazione odierna rappresenta il culmine di un percorso amministrativo caratterizzato da programmazione, progettazione e rigore nella trasformazione delle risorse disponibili in opere utili. De Palma ha espresso gratitudine alla Regione Toscana e al Presidente Eugenio Giani, evidenziando come il sostegno regionale sia stato determinante nel permettere al Comune di trasformare desideri amministrativi in interventi concreti e misurabili.sr71

Il Presidente Eugenio Giani

Il Presidente della Regione Toscana ha sottolineato il ruolo della compartecipazione istituzionale, riconoscendo simultaneamente la qualità della coordinazione amministrativa locale. Giani ha enfatizzato come lo sport non rappresenti esclusivamente un elemento di intrattenimento, bensì una componente centrale nella costruzione della qualità della vita comunitaria, con interventi di questa natura che amplificano il benessere collettivo nei centri urbani.

L'Assessore Leonardo Magi

L'Assessore allo Sport ha articolato il valore dello sport quale strumento educativo, definendolo una scuola di vita che trasmette principi di rispetto, regole, impegno e spirito di squadra. Magi ha identificato lo sport come argine naturale contro l'isolamento e le fragilità, particolarmente tra le fasce giovanili della popolazione.

Le dichiarazioni di Roberta Casini

Roberta Casini, Consigliera Regionale, ha interpretato l'inaugurazione come celebrazione della comunità nel suo complesso.

"Centri come questo sono importanti per i nostri ragazzi, per la comunità tutta. Fare sport e incentivarlo è prima di tutto salute, comunità, sociale e quindi un incentivo di Regione Toscana, per dimostrare quanto crede e invenste nel territorio. Il rilancio appena approvato la dimostrazione di quanto sia importante tutto questo per la Regione. Quindi oggi è una festa per Marciano, per la Valdichiana, è una festa per la nostra comunità".

VIDEO COMPLETO -> SR71 Arezzo

Roberta Casini ospite di Alò TV: confronto elettorale sulle priorità della Toscana

Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Toscana nel collegio di Arezzo, è stata ospite di Alò TV per un importante confronto politico in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre. Il dibattito televisivo ha rappresentato un'occasione preziosa per presentare il programma e le priorità per il futuro della Toscana, con particolare attenzione alle esigenze del territorio aretino e della Valdichiana.

Dibattito politico in vista delle elezioni regionali del 12-13 ottobre

Un confronto costruttivo sulle priorità regionali

Durante la trasmissione, Roberta Casini ha illustrato la sua visione per la Toscana, partendo dall'esperienza maturata in oltre vent'anni di amministrazione locale e dai ruoli di responsabilità ricoperti in ANCI Toscana. "La mia candidatura nasce dall'esperienza concreta sui territori, dall'ascolto quotidiano dei cittadini e dalla conoscenza diretta delle sfide che affrontano i piccoli comuni", ha sottolineato durante il confronto.

Sanità pubblica e medicina territoriale

Tra i temi centrali del dibattito, la sanità si è confermata priorità assoluta. Casini ha ribadito il suo impegno per il rafforzamento della sanità pubblica: "La Toscana ha una rete sanitaria di qualità, ma va resa sempre più accessibile. La sfida è rafforzare la medicina territoriale con case e ospedali di comunità, COT e assistenza domiciliare, servizi davvero a portata di cittadino".

Agricoltura e sviluppo rurale

L'esperienza come responsabile del settore Agricoltura in ANCI Toscana ha permesso a Casini di presentare proposte concrete per il comparto primario della regione. Il confronto ha evidenziato l'importanza di politiche innovative per supportare le realtà agricole locali e valorizzare le produzioni di qualità del territorio toscano.

La Toscana dei borghi e delle comunità

Un passaggio significativo del dibattito è stato dedicato alla valorizzazione dei piccoli centri. "Penso a una Toscana diffusa, capace di mettere insieme piccoli comuni, agricoltura di qualità e imprese locali. Turismo, cultura, ambiente e paesaggio devono dialogare: se crescono insieme, generano lavoro e mantengono vive le comunità", ha spiegato Casini.

L'esperienza di Lucignano nell'associazione "I Borghi più belli d'Italia" e la partecipazione al programma RAI "Il Borgo dei Borghi" sono stati citati come esempi virtuosi di come una buona amministrazione locale possa valorizzare il patrimonio culturale e attrarre turismo sostenibile.

A 100 anni dal furto si ricompone l'Albero d'oro

L' Albero d'oro di Lucignano tornera' presto all'antico splendore. Ritrovati preziosi elementi ad un secolo dal furto. Il restauro e' stato affidato all'Opificio delle pietre dure.

Il servizio realizzato da TGR Toscana -> A 100 anni dal furto si ricompone l'Albero d'oro

Il Festival dei Borghi più belli d'Italia ospitato a Lucignano

Un viaggio di tre giorni lungo tutto lo Stivale, dalla Sardegna fino al Trentino, per conoscere i borghi più belli d'Italia. Uno di questi, Lucignano, considerata la perla della Valdichiana, ha ospitato il "Festival Nazionale dei Borghi più belli d'Italia".

La sindaca, Roberta Casini: "Tre giorni all'insegna dei borghi più belli d'Italia. Lucignano è onorato di aver ospitato questo Festival, per noi è stato molto emozionante. Un lungo lavoro ma con un risultato eccezionale: tanta partecipazione, soprattutto dai comuni dei borghi più belli d'Italia. E' stato un onore avere tanti sindaci qui. Abbiamo parlato di tematiche importanti: contro lo spopolamento, per la sostenibilità soprattutto economica e sociale e il ripopolamento dei nostri borghi".