Regione Toscana, al via tre bandi AKIS e il bando 2026 per il benessere animale

La Regione Toscana ha approvato, con una serie di decreti dirigenziali di dicembre 2025, tre bandi dedicati a consulenza, informazione e azioni dimostrative nel settore agricolo, in attuazione del Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) Feasr Toscana 2023-2027. Parallelamente è stato varato il bando 2026 “Benessere animale”, collegato all’intervento SRA30 del Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027. I nuovi strumenti si inseriscono nel quadro del sistema AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System) e delle misure a sostegno della zootecnia orientate al miglioramento del benessere animale.

Tre bandi AKIS per informazione, azioni dimostrative e consulenza

I tre bandi rientrano negli interventi del Csr Feasr Toscana 2023-2027 dedicati alla conoscenza e all’innovazione in agricoltura e foreste, con riferimento al sistema AKIS. Gli interventi attivati sono:

Le misure sono rivolte agli attori della filiera agricola e forestale toscana, tra cui agricoltori, silvicoltori, organizzazioni professionali, cooperative, enti di ricerca, consulenti e soggetti della formazione, con l’obiettivo di rafforzare la diffusione di conoscenze e innovazioni nelle aree rurali.

Il sistema AKIS nel quadro della Pac 2023-2027

I tre bandi si inseriscono nel più ampio sistema AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), definito a livello europeo come l’insieme delle organizzazioni e dei flussi di conoscenza tra soggetti che producono e utilizzano informazioni e innovazioni per l’agricoltura, la silvicoltura e lo sviluppo rurale.

Un AKIS ben organizzato ha l’obiettivo di far circolare efficacemente conoscenze tra agricoltori, consulenti, ricercatori, amministrazioni, soggetti della formazione e consumatori, promuovendo l’ammodernamento dell’agricoltura e delle aree rurali attraverso innovazione e digitalizzazione. In questa prospettiva, gli interventi SRH04, SRH05 e SRH01 contribuiscono agli obiettivi trasversali della Pac 2023-2027 in materia di innovazione e trasferimento della conoscenza.

Bando 2026 per il benessere animale in zootecnia (intervento SRA30)

Con il decreto dirigenziale 26540 del 16 dicembre 2025, la Regione Toscana ha approvato il bando “Benessere animale” per l’annualità 2026, collegato all’intervento SRA30 del Csr 2023-2027. Il bando è cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) e attua, a livello regionale, le previsioni del Piano strategico nazionale della Pac in materia di miglioramento del benessere degli animali.

Il principio alla base dell’intervento è il riconoscimento, a livello dell’Unione europea, del benessere degli animali come componente strettamente connessa alla sanità animale: migliori condizioni di allevamento favoriscono infatti sia il benessere degli animali sia l’innalzamento degli standard sanitari.

Dove trovare ulteriori informazioni

Le informazioni di dettaglio su requisiti, spese ammissibili, criteri di selezione, massimali e modalità di presentazione delle domande sono disponibili nelle pagine dedicate ai bandi sul sito della Regione Toscana e nella documentazione allegata ai relativi decreti dirigenziali.

Per la presentazione delle domande, sia per i bandi AKIS (SRH04, SRH05, SRH01) sia per il bando “Benessere animale” 2026 (SRA30), occorre fare riferimento alle indicazioni operative e alle scadenze riportate sul portale Artea e sugli altri canali istituzionali regionali.

Toscana, al via il bando 2026 per preservare le razze animali autoctone a rischio estinzione

La Regione Toscana, mediante decreto dirigenziale n. 26870 del 22 dicembre 2025, ha ufficializzato l'attuazione dell'intervento SRA–ACA14 "Allevatori custodi della biodiversità" per l'annualità 2026. Il programma rientra nel Complemento per lo sviluppo rurale (Csr) FEASR 2023-2027 ed è destinato agli allevatori che operano nel mantenimento di razze animali autoctone nazionali minacciate da erosione genetica.

Il bando risponde a un fabbisogno concreto del territorio toscano: molte razze animali, caratterizzate da bassa consistenza numerica, nel corso dei decenni sono state progressivamente abbandonate dagli allevatori a causa della loro minore produttività. Tale fattore economico determina ricavi inferiori per chi le alleva, innescando un circolo vizioso di disinteresse.

Le razze ammissibili e i livelli di premio

Il riconoscimento della diversità genetica rappresenta un elemento centrale della programmazione agricola europea 2023-2027. Il bando propone un articolato sistema di premi differenziati per ciascuna razza, calcolati in euro per Unità di bestiame adulto (Uba) e riconosciuti su base annuale per tre anni consecutivi.

Le razze bovine iscritte al bando includono la Romagnola (200 euro/Uba), la Maremmana (300 euro/Uba), la Calvana (400 euro/Uba), la Pisana (400 euro/Uba), la Garfagnina (600 euro/Uba) e la Pontremolese (600 euro/Uba). Tra le razze ovine sono ammissibili l'Appenninica, la Zerasca, la Pomarancina (ciascuna 315 euro/Uba), la Pecora dell'Amiata e la Garfagnina Bianca (420 euro/Uba), oltre alla Massese (200 euro/Uba). Per il comparto suino è prevista la Cinta (200 euro/Uba). Nel settore equino e asinino sono ammissibili il Cavallo Maremmano, il Cavallo Appenninico e il Bardigiano (200 euro/Uba ciascuno), il Cavallo Monterufolino (400 euro/Uba) e l'Asino dell'Amiata (200 euro/Uba). Per la caprinità sono previsti contributi per la Capra della Garfagnana e la Capra di Montecristo (300 euro/Uba per entrambe).

👉 Per saperne di più: https://www.regione.toscana.it/-/mantenimento-di-razze-autoctone-a-rischio-di-estinzione-premi-annuali-per-uba

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Requisiti e procedura di candidatura

Per accedere al finanziamento, i capi ammissibili devono essere obbligatoriamente iscritti al rispettivo Libro genealogico. Questa condizione assicura la tracciabilità e la certificazione della purezza genetica. Il requisito minimo di consistenza prevede almeno un Uba per ciascuna razza per la quale si richiede il premio.

Le domande di aiuto devono essere presentate entro il 15 maggio 2026 (salvo date successive stabilite a livello nazionale) attraverso procedura informatizzata esclusiva sulla piattaforma dell'Anagrafe regionale delle aziende agricole gestita da Artea. La sottoscrizione deve conformarsi alle modalità indicate dal decreto del direttore di Artea n. 140 del 31 dicembre 2015 e successive integrazioni, in particolare il decreto n. 70/2016 che regola il Fascicolo Aziendale e la Dichiarazione unica aziendale (Dua).

Criteri di selezione e risorse finanziarie

Una volta presentate, le domande di aiuto saranno ordinate secondo una graduatoria. Il criterio di priorità segue la minor diffusione della razza interessata, determinata dalla consistenza numerica delle fattrici registrate. In caso di parità di valutazione, assume priorità la domanda che richiede l'importo inferiore all'interno dell'elenco di candidature relative a una determinata razza.

Le risorse stanziate per l'annualità 2026 ammontano a 576.805 euro, per un impegno complessivo di 1.730.415 euro nel triennio di attuazione del programma. Questa dotazione finanziaria consente di sostenere un numero rilevante di aziende agricole operanti in contesti marginali o montani, dove le razze autoctone rappresentano spesso l'unico patrimonio zootecnico disponibile.

Il contesto della PAC 2023-2027 e la tutela della biodiversità

L'intervento SRA-ACA14 si inserisce nella nuova Politica agricola comune europea 2023-2027, che per la prima volta integra in un unico Piano strategico nazionale le risorse del Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). Questo approccio innovativo rispecchia il "New Delivery Model" europeo, basato su monitoraggio rigoroso e raggiungimento di obiettivi specifici.

La conservazione della biodiversità animale (Obiettivo strategico 6 della PAC) rappresenta una priorità trasversale per la Commissione europea, coerente con il Green Deal europeo, la Strategia Farm to Fork e il Piano europeo sulla biodiversità 2030. In Italia, secondo analisi della Coldiretti, sono circa 130 le razze animali a rischio estinzione tra bovini, equini, caprini, ovini e suini, concentrate prevalentemente in aree montane e rurali svantaggiate.

Contatti e supporto amministrativo

Per chiarimenti sulla compilazione della domanda e sui dettagli procedurali, i richiedenti possono consultare il testo integrale del decreto dirigenziale n. 26870 del 22 dicembre 2025 e l'allegato A che contiene il bando completo. L'Associazione Regionale Allevatori della Toscana (Arat), che svolge un ruolo di supporto tecnico alle aziende, è raggiungibile presso la sede di Via Arno 102, Località Osmannoro a Sesto Fiorentino (Fi), oppure mediante contatto email segreteria@aratoscana.it.

Per informazioni dirette alla Regione Toscana è disponibile il formulario online "Scrivici per informazioni" sul sito istituzionale dell'ente.

Roberta Casini ospite di Alò TV: confronto elettorale sulle priorità della Toscana

Roberta Casini, sindaca di Lucignano e candidata del Partito Democratico al Consiglio Regionale della Toscana nel collegio di Arezzo, è stata ospite di Alò TV per un importante confronto politico in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre. Il dibattito televisivo ha rappresentato un'occasione preziosa per presentare il programma e le priorità per il futuro della Toscana, con particolare attenzione alle esigenze del territorio aretino e della Valdichiana.

Dibattito politico in vista delle elezioni regionali del 12-13 ottobre

Un confronto costruttivo sulle priorità regionali

Durante la trasmissione, Roberta Casini ha illustrato la sua visione per la Toscana, partendo dall'esperienza maturata in oltre vent'anni di amministrazione locale e dai ruoli di responsabilità ricoperti in ANCI Toscana. "La mia candidatura nasce dall'esperienza concreta sui territori, dall'ascolto quotidiano dei cittadini e dalla conoscenza diretta delle sfide che affrontano i piccoli comuni", ha sottolineato durante il confronto.

Sanità pubblica e medicina territoriale

Tra i temi centrali del dibattito, la sanità si è confermata priorità assoluta. Casini ha ribadito il suo impegno per il rafforzamento della sanità pubblica: "La Toscana ha una rete sanitaria di qualità, ma va resa sempre più accessibile. La sfida è rafforzare la medicina territoriale con case e ospedali di comunità, COT e assistenza domiciliare, servizi davvero a portata di cittadino".

Agricoltura e sviluppo rurale

L'esperienza come responsabile del settore Agricoltura in ANCI Toscana ha permesso a Casini di presentare proposte concrete per il comparto primario della regione. Il confronto ha evidenziato l'importanza di politiche innovative per supportare le realtà agricole locali e valorizzare le produzioni di qualità del territorio toscano.

La Toscana dei borghi e delle comunità

Un passaggio significativo del dibattito è stato dedicato alla valorizzazione dei piccoli centri. "Penso a una Toscana diffusa, capace di mettere insieme piccoli comuni, agricoltura di qualità e imprese locali. Turismo, cultura, ambiente e paesaggio devono dialogare: se crescono insieme, generano lavoro e mantengono vive le comunità", ha spiegato Casini.

L'esperienza di Lucignano nell'associazione "I Borghi più belli d'Italia" e la partecipazione al programma RAI "Il Borgo dei Borghi" sono stati citati come esempi virtuosi di come una buona amministrazione locale possa valorizzare il patrimonio culturale e attrarre turismo sostenibile.

Inaugurato il primo stralcio del Distretto Irriguo 23 a Foiano della Chiana

È stato inaugurato a Foiano della Chiana il primo stralcio del Distretto Irriguo 23, un’infrastruttura considerata strategica per l’agricoltura della Valdichiana. Il progetto, realizzato dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno con il supporto di risorse ministeriali, interessa 260 ettari agricoli e ha richiesto un investimento complessivo di circa 7 milioni di euro.

Distretto Irriguo 23: un’infrastruttura strategica per la Valdichiana

La nuova rete comprende:

Si tratta del primo passo di un piano più ampio, che una volta completato estenderà l’area irrigua a oltre 2.300 ettari, grazie a circa 40 chilometri di rete collegata alla grande diga di Montedoglio.

L’avvio del Distretto Irriguo 23 rappresenta un risultato storico per gli agricoltori della vallata, che per decenni hanno dovuto assistere al paradosso di avere una grande disponibilità idrica, senza poterla utilizzare. Il progetto di canalizzare le acque del lago di Montedoglio risale addirittura agli anni ’60-‘70, ma era rimasto fermo per mancanza di risorse.

Con l’impegno del Consorzio e delle istituzioni locali, il sistema torna oggi al centro delle politiche di sviluppo per affrontare una delle sfide più urgenti: la gestione della risorsa idrica in tempi di crisi climatica e siccità crescente.

La voce delle istituzioni

All’inaugurazione era presente anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha definito l’opera “un evento storico per la Valdichiana, polmone agricolo della Toscana”. La canalizzazione porterà infatti fino a Foiano e all’intera vallata l’acqua dell’invaso di Montedoglio, il più grande della regione, situato a oltre 60 km di distanza.

Il “Patto per l’Acqua”

Contestualmente, a Foiano è stato firmato anche il “Patto per l’Acqua”, sottoscritto da istituzioni, Autorità di Bacino e ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione). Il documento, articolato in dieci punti, delinea una nuova strategia di gestione sostenibile della risorsa idrica, fondamentale per garantire futuro e competitività all’agricoltura toscana.